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Fumus boni iuris.
Al momento della proposizione della domanda, con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente.
Le parti, che non possono mai essere il giudice.
Quando gli viene chiesto di tutelare un interesse protetto, senza decidere sul torto.
È una tutela autosufficiente, soddisfacendo il bisogno giuridico con la sola sentenza.
È necessario il consenso del convenuto per la rinuncia.
È un'eccezione onerosa per il convenuto, esaminata per ultima.
Significa che il giudice competente deve essere individuabile prima che nasca la controversia, escludendo la possibilità di istituire giudici straordinari dopo l'insorgere della disputa.
Il pericolo da infruttuosità riguarda il rischio che l'esecuzione della sentenza dichiarativa diventi vana, mentre il pericolo da tardività si riferisce al pregiudizio causato dalla durata del processo ordinario, che può essere anticipato da una riforma cautelare anticipatoria.
Assicurare ai cittadini lo stesso risultato o un risultato equivalente a quello che avrebbero ottenuto se l'illecito non fosse stato compiuto, a fronte del divieto di autotutela.
Nuovi mezzi di prova o documenti senza una giustificazione.
Un complesso di norme che interviene quando la normativa primaria fallisce.
Le parti, il petitum (immediato e mediato) e la causa petendi (fattispecie costitutiva del diritto).
Il lodo arbitrale ha gli stessi effetti dichiarativi di una sentenza statale, ma non ha efficacia esecutiva da solo, a differenza della sentenza statale che costituisce titolo esecutivo.
Articolo 24 della Costituzione.
Secondo il principio della unità inscindibile totale.
La sentenza d'appello sostituisce integralmente la sentenza del primo grado.
Solo le sentenze di merito, poiché solo queste contengono l'accertamento del diritto controverso.
La giurisdizione contenziosa si caratterizza per l'esistenza di due parti contrapposte che controvertono in ordine a un diritto soggettivo pregiudicato dall'illecito civile.
Il 'mutatio libelli' si riferisce alla modifica dell'oggetto della domanda giudiziale dopo la sua proposizione e, in generale, non è consentito. È invece possibile un 'emendatio libelli', cioè una precisazione della domanda.
Il terzo interviene in giudizio e fa valere un suo diritto autonomo, incompatibile e prevalente rispetto a quello oggetto del processo, affermando che il suo diritto sussiste e non quello vantato dall'attore.
Principio del contraddittorio.
Un documento che certifica l'esistenza del credito.
Impedire il processo e salvaguardare gli interessi.
Gli 'errores in procedendo' sono violazioni di una norma del codice di procedura civile, che comportano il vizio degli atti successivi dipendenti dall'atto viziato, fino alla sentenza finale.
La discrasia consiste nel fatto che per le sentenze non definitive di primo grado è possibile la riserva d'appello, mentre per quelle di secondo grado non è ipotizzabile una riserva di ricorso per cassazione, rendendo il sistema irragionevole e incongruente nel suo complesso.
Affidandosi alla qualificazione data dal giudice che ha pronunciato la sentenza.
Se la censura relativa ai principi del giusto processo è manifestamente infondata.
La sanzione di inammissibilità è collegata a casi di nullità insanabili o non sanate dell'atto di impugnazione.
Accettazione espressa e atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni.
Il criterio dell'apparenza si usa per stabilire il tipo di sentenza e il mezzo di impugnazione ammissibile, affidandosi alla qualificazione che del giudizio e del suo oggetto ha dato il giudice che ha pronunciato la sentenza. Ad esempio, se un'opposizione è qualificata come all'esecuzione, il rimedio sarà l'appello; se come agli atti esecutivi, il ricorso per cassazione.
Devono essere riproposte espressamente in appello per non intendersi rinunciate.
Se l'interessato era impossibilitato a utilizzarli in primo grado per causa non imputabile.
L'inammissibilità è una sanzione collegata a nullità insanabili o non sanate dell'atto d'impugnazione (es. ricorso fuori termine). L'improcedibilità è collegata a ipotesi di inattività delle parti esplicitamente disciplinate dalla legge (es. mancato tempestivo deposito del ricorso).
Razionalizzare e unificare il diritto vivente, fissando principi interpretativi o casi tipici per il futuro.
Il principio del contraddittorio.
La soccombenza pratica si riferisce a chi ha perso la causa perché il bene della vita è stato attribuito all'avversario; la soccombenza teorica si riferisce a chi ha vinto la causa ma ha perso su singole questioni.
Mezzi ordinari includono l'appello e il ricorso per cassazione. Un esempio di mezzo straordinario è l'opposizione di terzo per una sentenza passata in giudicato.
Ricorso per cassazione o la revocazione della stessa sentenza.
Consentire alla parte soccombente di attendere la sentenza definitiva.
Una sanzione processuale per l'inosservanza dei termini legali.
L'effetto devolutivo è il trasferimento dell'oggetto del grado precedente, sia nei profili di rito che di merito, al grado successivo, continuando il corso della causa.
Le parti non impugnate passano in giudicato per acquiescenza implicita.
Il giudice dell'impugnazione può decidere nel merito solo se sono soddisfatte le condizioni che attengono propriamente al rimedio o mezzo di impugnazione speso. La loro valutazione è pregiudiziale a qualsiasi altra questione, di rito o di merito, attinente alla causa.
Colui che è soccombente nella sentenza e non ha fatto acquiescenza.
L'acquiescenza è integrata da chi esegue una sentenza non suscettibile di esecuzione forzata. Non integra acquiescenza, invece, l'attuazione spontanea di una sentenza suscettibile di esecuzione forzata.
Un'unità impugnabile della sentenza.
L'impugnazione di un solo capo di sentenza fa passare in giudicato gli altri capi non impugnati. Tuttavia, la riforma di un capo pregiudiziale può travolgere i capi dipendenti, anche se questi non sono stati impugnati.
La disputa riguarda quando sia necessario l'appello incidentale per questioni decise in primo grado (art. 343 c.p.c.) e quando sia sufficiente la mera riproposizione per questioni assorbite (art. 346 c.p.c.). La giurisprudenza e la dottrina maggioritaria ritengono l'appello incidentale necessario per le questioni decise, limitando l'art. 346 alle assorbite.
La Corte di Cassazione, con sede a Roma.
Consentire alla parte soccombente solo su una questione di attendere la pronuncia della sentenza definitiva, per poter valutare il suo reale interesse ad impugnare la sentenza non definitiva.
Quando il provvedimento impugnato è conforme alla giurisprudenza della Corte o la censura è manifestamente infondata.
Corte di cassazione a Roma.
Colui che aveva proposto la domanda.
L'inammissibilità è collegata a nullità insanabili o non sanate dell'atto di impugnazione (es. mancanza di motivi specifici, ricorso fuori termine). L'improcedibilità, invece, è legata all'inattività delle parti (es. mancato deposito tempestivo di documenti, mancata comparizione dell'appellante). Entrambe sono questioni di rito che devono essere decise per prime, essendo logicamente pregiudiziali.
La condizione di chi ha perso la causa in tutti i suoi profili, sia di rito che di merito.
Art. 282 c.p.c.
L'impossibilità di compiere attività di assunzione probatoria.
Accettazione espressa o atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni.
Possono essere ammessi nuovi mezzi di prova quando l'interessato è stato impossibilitato a utilizzarli nel giudizio di primo grado per causa a lui non imputabile. Inoltre, è sempre ammessa l'allegazione di fatti nuovi o nuove attività istruttorie in situazioni in cui prevale il principio del contraddittorio sul principio di preclusione.
Concetti giuridici indeterminati.
Si intendono rinunciate.
È considerata 'poco ragionevole' perché non si comprendono le ragioni della diversità di trattamento per vizi simili. Essa può portare a giudizi d'appello sovrabbondanti in situazioni come la presenza di un vizio nell'atto introduttivo, dove si dovrebbe ricominciare da capo l'attività processuale in appello anziché rimettere la causa al primo giudice per una correzione più efficiente.
La sentenza non definitiva passa in giudicato.
L'appello al tribunale o alla corte d'appello.
La 'soccombenza teorica' si riferisce a un soggetto che, pur avendo vinto la causa, ha perso su alcune questioni. Un esempio è un convenuto che, difendendosi su più eccezioni, vede alcune rigettate ma una sola accolta, vincendo la causa ma perdendo su quelle rigettate.
La 'mera riproposizione' non richiede termini specifici né motivi, a differenza dell'appello incidentale.
Entro il termine per impugnare e non oltre l'udienza successiva alla comunicazione della sentenza non definitiva.
Quanto dell'oggetto del grado precedente è trasferito al grado successivo.
Le 'domande assorbite' non sono state decise dal giudice di primo grado, quindi possono essere oggetto di riproposizione in appello. Le 'domande rigettate', invece, corrispondono a un 'capo' autonomo della sentenza che, come tale, deve essere oggetto di impugnazione specifica ai sensi dell'art. 329, 2° comma, c.p.c., e non di mera riproposizione.
Nomofilachia.
Inammissibilità e improcedibilità.
La 'soccombenza pratica' si ha quando una parte perde la causa in tutti i suoi profili, sia di rito che di merito, ed è legittimata a impugnare per ottenere una risposta nel merito. La 'soccombenza teorica', invece, si riferisce a chi, pur avendo vinto la causa, ha perso su alcune questioni sollevate. Ad esempio, un convenuto che vince grazie a un'eccezione residuale ma non su fatti costitutivi del credito, è soccombente teorico sulle questioni non accolte.
Un mezzo di impugnazione straordinario.
La causa in sé, con i suoi profili di rito e di merito.
