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L'uomo è un'entità globale, capace di costruire il proprio futuro e di autorealizzarsi, con un focus sul benessere interiore.
È fondamentale per l'assistente sociale conoscere l'ambiente e la persona per comprendere il contesto in cui vivono, il loro sapere locale e per evitare di farsi coinvolgere da pregiudizi affrettati, garantendo un intervento più efficace e rispettoso.
Il linguaggio non è mai neutro, ma un sistema di pensiero che veicola significati sociali, potere e stereotipi. Può essere uno strumento per conoscere sé stessi e la realtà circostante, ma anche un ostacolo se riduce la persona a un numero o un rischio, limitando la comprensione della sua complessità.
Le quattro aree sono: Pubblico (ciò che mostro consapevolmente), Segreto (ciò che so di me ma non voglio mostrare), Cieco (ciò che non percepisco ma gli altri vedono) e Ignoto (ciò che nessuno vede, nemmeno io).
La "Routine Action" si riferisce ad azioni automatiche, basate su abitudini e schemi fissi, mentre la "Reflective Action" sono azioni guidate da una riflessione attiva e critica sulle proprie credenze e conoscenze, alla luce delle prove e delle conseguenze.
Il maltrattamento sessuale è un insieme di comportamenti di controllo, prevaricazione o intimidazione nella sfera sessuale. Le sue principali forme includono stupro o tentato stupro, abuso sessuale (come negare contraccettivi, causare dolore, umiliazione), sfruttamento sessuale (del corpo umano o commerciale) e molestie sessuali.
Eventi che interrompono la routine e stimolano la riflessione, mettendo in discussione le certezze.
Esaurimento emotivo, depersonalizzazione, ridotta realizzazione personale.
Il pensiero critico analizza le condizioni sociali, politiche ed economiche che generano svantaggio, mentre il pensiero riflessivo si concentra sull'azione professionale personale.
Il "problem solving" si riferisce alle abilità pratiche e decisionali che permettono di affrontare i problemi della vita quotidiana. È importante perché la scarsa capacità di problem solving può generare svantaggio sociale, dipendenza dai servizi e ridurre la fiducia nelle proprie risorse, ostacolando l'emancipazione.
La competenza organizzativa è la capacità di negoziare tra le pratiche ideali del servizio sociale e le pratiche reali dei servizi, senza compromettere i valori e l'identità professionale, e di produrre risultati utilizzando come risorsa la variabilità del contesto, riconoscendo e cogliendo le opportunità.
Lividi in aree protette come il volto o i genitali, o forme riconoscibili come quelle di una mano o una cintura.
Riconoscere la natura profonda dei comportamenti, favorire la consapevolezza e accompagnare i processi di elaborazione emotiva e relazionale.
L'assistente sociale interviene principalmente per la tutela della persona fragile, il contrasto all'esclusione sociale, la promozione dell'emancipazione e la giustizia sociale.
Secondo Amartya Sen, "niti" si riferisce alla conformità alle norme e alle regole formali, mentre "nyaya" indica la giustizia praticata nel concreto, che richiede attenzione alla storia, cultura e contesto sociale delle persone coinvolte per migliorare concretamente la loro vita.
L'Ipnosi Morale è il conformismo e l'accettazione passiva delle regole, la Veglia Morale è la capacità di interrogare le norme e mantenere vivo il dubbio.
I passaggi normativi principali per l'attivazione di un T.S.O. includono la proposta motivata di un medico, la convalida di un secondo medico (appartenente a una struttura pubblica), la disposizione del Sindaco del comune dove si trova il paziente e la convalida finale del Giudice Tutelare.
L'Assistente Sociale è un laureato iscritto all'albo, mentre il Servizio Sociale è un laureato che potrebbe non essere iscritto all'albo.
La capacità di sviluppare idee, alternative e possibilità di intervento nuove e utili.
Valutazione economica del servizio.
Definire i valori, i principi etici e i doveri professionali dell'assistente sociale.
Power-over è una concezione gerarchica e sbilanciata, Power-with è relazionale e negoziale.
Ascolto attivo, accettazione incondizionata e rispetto dello spazio e dei vissuti altrui.
La categorizzazione può portare a generalizzare e creare pregiudizi, a perdere informazioni sulla persona, ad attribuire qualità generali trascurando storie e potenzialità reali, e a ridurre lo spettro percettivo concentrandosi solo sul deficit.
La cura di sé è fondamentale perché il lavoro sociale è complesso e emotivamente intenso. È una necessità professionale per mantenere l'efficacia e la salute nel tempo, e un obbligo etico e morale poiché solo chi sta bene con sé stesso può lavorare efficacemente per il benessere degli altri.
È il documento ufficiale che definisce i valori, i principi etici, i doveri professionali e le responsabilità dell'assistente sociale, vincolante per tutti gli iscritti all'Albo.
Problem solving, evitamento e accettazione.
Donald Schön identifica tre forme di riflessione: 1) 'Reflecting in Action', che consiste nel riflettere durante l'azione, osservando, correggendo e adattandosi in tempo reale; 2) 'Reflection on Action', che implica riflettere dopo l'azione, analizzando scelte, risultati e contesto per migliorare in futuro; e 3) la 'Riflessione Anticipatrice' (introdotta da Van Manen), che significa pensare in avanti, imparare dal passato per prevedere, migliorare e progettare azioni future, rendendo la riflessività progettuale e creativa.
La metafora del 'sentiero nel bosco' di Lanzara suggerisce che il 'sentiero noto' rappresenta le abitudini, le procedure e i pensieri consolidati. Per ritrovare la creatività, è necessario 'perdersi nel bosco', ovvero esplorare, osservare e ascoltare. Quando si smette di seguire il sentiero, emergono nuove prospettive e possibilità. Questo implica 'riconcettualizzare il bosco' come uno spazio di scoperta, non di paura, incoraggiando l'assistente sociale a uscire dagli schemi predefiniti per trovare soluzioni innovative.
Il 'modellamento' (Modelling) di Bandura è un processo di apprendimento per osservazione, in cui l'individuo impara osservando il comportamento di altri e riproducendo ciò che vede. È anche chiamato 'rinforzo vicariante' perché il soggetto trae insegnamento dall'esperienza altrui, non da una conseguenza diretta. L'autoefficacia, la percezione che una persona ha delle proprie capacità di riuscire in un compito o contesto, gioca un ruolo cruciale: se una persona crede di poter imparare e riuscire, il modellamento diventa più efficace. L'operatore può favorire questo processo fornendo sostegno verbale, rinforzando la fiducia e promuovendo la maturazione dell'autoefficacia.
Modificare i comportamenti disfunzionali degli utenti attraverso l'apprendimento e la ristrutturazione cognitiva, con un focus su obiettivi concreti e misurabili.
Il 'Remooring' è un processo cognitivo che permette di mantenere viva l'identità culturale del proprio gruppo anche in un nuovo contesto sociale. È importante nel servizio sociale interculturale perché evita l''esautorazione', ovvero il privare la persona di potere e controllo sulla propria vita. Un fallito remooring può portare a spaesamento, rifiuto della cultura altrui o sottomissione, mentre un remooring efficace aiuta i professionisti a mantenere viva l'identità culturale delle persone e a riflettere sui propri pregiudizi, promuovendo un'integrazione rispettosa e non assimilazionista.
Le modificazioni comportamentali che possono indicare maltrattamento fisico includono: spiegazioni non credibili o contraddittorie da parte delle vittime, mancato ricorso alle cure mediche nonostante ferite gravi, e paura di persone o luoghi specifici (evitamento di una persona o un ambiente). Questi segnali, insieme ai sintomi fisici, richiedono un'attenta osservazione e un dialogo mirato per comprendere il vissuto della vittima.
Il Principio Complementaristico afferma che ogni individuo è il risultato di molteplici dimensioni complementari (come sesso, gruppo sociale, professione, famiglia, lingua, cultura, valori, politica, religione). Queste dimensioni nascono da processi di inculturazione e acculturazione e formano il repertorio di capacità e risorse di ognuno. Nel servizio sociale, focalizzarsi solo su una categoria limita questo repertorio, generando stress, frustrazione e mancato riconoscimento della persona, rendendo quindi essenziale una visione olistica e integrata.
Secondo Maslach (1982), il malessere lavorativo si manifesta attraverso tre dimensioni: 1) Esaurimento emotivo, caratterizzato da troppo stress, poche risorse e la sensazione di essere 'svuotati' o di non avere più energia; 2) Depersonalizzazione, che si traduce in distacco, freddezza, cinismo e la tendenza a trattare le persone come 'oggetti'; e 3) Ridotta realizzazione personale, che comporta sfiducia, inefficacia, bassa autostima e la sensazione di non riuscire più a capire i problemi o di aver fallito. Queste dimensioni indicano un processo graduale che può portare al burnout.
Il Metodo Socratico, o maieutico, consiste nel porre domande per far emergere le contraddizioni del pensiero dell'interlocutore e condurlo alla verità. Applicato al servizio sociale, invita gli operatori a farsi domande e a mettere in discussione le proprie convinzioni. Implica riconoscere la natura sociale e storica delle norme, riflettere sui propri valori personali, dare voce e significato alle azioni altrui, saper stare nell'incertezza e nel dubbio, considerare la diversità come opportunità, esercitare autocritica e riflessione costante, usare letteratura e narrativa per sviluppare empatia, studiare culture e storie diverse, e riflettere sulle conseguenze delle proprie decisioni.
La capacità di negoziare tra gli ideali professionali e le pratiche reali dei servizi, senza compromettere i valori e l'identità professionale, e di produrre risultati utilizzando la variabilità del contesto.
Secondo Edward Hall, i quattro tipi di distanza nella prossemica sono: 1) Intima (0-45 cm), tipica di familiari e amici; 2) Personale (45 cm-1 m), con conoscenti; 3) Sociale (1-2 m), per rapporti formali; e 4) Pubblica (oltre 2 m), in contesti distanti o istituzionali. Queste distanze influenzano la relazione d'aiuto perché la disposizione spaziale e la distanza fisica possono creare un clima di fiducia o di disagio, rendendo essenziale per l'assistente sociale adattare l'ambiente e la propria postura per favorire l'ascolto e l'accoglienza.
Secondo Sigmund Freud, la struttura della personalità è composta da tre istanze: l'Es, che rappresenta le pulsioni e gli istinti primari orientati al piacere immediato; l'Io, che media tra le pulsioni dell'Es e la realtà esterna; e il Super-Io, che rappresenta la coscienza morale e l'interiorizzazione delle norme sociali. Freud teorizzava che il comportamento umano nasce da conflitti interiori non risolti tra queste istanze. Quando tali conflitti rimangono irrisolti, possono manifestarsi sotto forma di disturbi, nevrosi o comportamenti devianti, influenzando profondamente il benessere e le relazioni dell'individuo.
Esperienze professionali significative, positive o negative, che interrompono la routine, mettono in discussione le certezze consolidate, generano dissonanza e spingono a reinterpretare azioni e pensieri, stimolando la riflessione.
La Routine Action è un'azione automatica basata su abitudini e schemi fissi, mentre la Reflective Action è un'azione che nasce da una riflessione attiva e critica sulle proprie credenze e conoscenze, alla luce delle prove e delle conseguenze.
Sviluppare un 'progetto di emancipazione' del servizio sociale, ridando autonomia di giudizio e legittimazione sociale alla professione.
Gli approcci umanistici criticano i modelli manageriali per il loro crescente focus su problemi e prestazioni, che rischia di spersonalizzare e ridurre l'aiuto a una mera erogazione tecnica. Essi assimilano i servizi sociali a aziende orientate alla performance, trascurando la centralità della persona, il valore dei sentimenti, delle emozioni e dei desideri, e la relazione d'aiuto come esperienza emotiva. Questo porta a una perdita di riconoscimento della dimensione umana dei problemi e degli operatori stessi, che si sentono ridotti a esecutori di regole piuttosto che agenti di cambiamento.
I quattro passaggi della procedura del T.S.O. sono: 1) la proposta motivata di un medico, 2) la convalida di un secondo medico (appartenente a una struttura pubblica), 3) la disposizione del Sindaco del comune dove si trova il paziente, e 4) la convalida finale del Giudice Tutelare.
Amartya Sen distingue tra 'niti' e 'nyaya' per concettualizzare la giustizia. 'Niti' si riferisce alla conformità alle norme e alle regole formali, ovvero la giustizia praticata nel rispetto delle leggi. 'Nyaya', invece, rappresenta la giustizia reale, che richiede attenzione alla storia, alla cultura e al contesto sociale delle persone coinvolte, andando oltre la mera applicazione formale delle norme per garantire un'applicazione efficace che migliori concretamente la vita delle persone. La giustizia reale, quindi, non si limita al rispetto delle norme, ma alla capacità di tradurle in pratiche che producano un impatto positivo e equo.
La 'Gerarchia dei bisogni' di Abraham Maslow (1954) è un modello che organizza i bisogni umani in una piramide, partendo dai più basilari ai più elevati: 1) Bisogni fisiologici (cibo, sonno); 2) Sicurezza; 3) Appartenenza e affetto; 4) Stima e riconoscimento; e 5) Autorealizzazione. La critica principale mossa a questo modello è la sua gerarchia rigida, che suggerisce che i bisogni debbano essere soddisfatti in sequenza, mentre nella realtà le persone possono perseguire bisogni di livelli diversi contemporaneamente o in ordine differente. Tuttavia, il suo pregio è la visione olistico-completa dell'individuo, che considera tutti gli aspetti della persona.
L''habitus' di Pierre Bourdieu è quell'insieme di disposizioni e schemi interiorizzati che guidano, spesso inconsciamente, il modo in cui pensiamo e agiamo. Nel servizio sociale, l'habitus professionale è formato da modelli di lavoro consolidati, regole, procedure e abitudini interpretative sui bisogni delle persone. Questo habitus può ostacolare la riflessività, portando a giudizi e azioni basati su schemi preesistenti piuttosto che su un'analisi critica e contestuale, limitando la capacità di innovazione e adattamento.
Il pensiero riflessivo si concentra sul modo in cui pensiamo all'azione e sul proprio agire professionale, mentre il pensiero critico analizza le condizioni sociali, politiche ed economiche che generano svantaggio, marginalità ed esclusione.
Le principali forme di maltrattamento sessuale includono: 1) Stupro o tentato stupro, atti sessuali non consensuali con penetrazione; 2) Abuso sessuale, uso illecito o eccessivo della sessualità (es. negare contraccettivi, umiliare, far assistere terzi, screditare partner), che include sexual grooming, cybersesso coercitivo e abuso nel rapporto di coppia; 3) Sfruttamento sessuale, quando la sessualità è usata a vantaggio dell'aggressore (es. prostituzione, pornografia forzata); 4) Molestie sessuali, avances o commenti indesiderati; 5) Pornografia non consensuale (revenge porn); 6) Igiene e ispezioni corporali non appropriate; e 7) Mancato riconoscimento dei bisogni e delle identità sessuali, che nega il diritto alla sessualità e discrimina.
Il processo attraverso cui una persona viene definita o interpretata solo attraverso una singola categoria (es. 'disabile', 'minore'), ignorando la complessità della sua identità.
Lividi in aree protette (volto, genitali) e forme riconoscibili (mano, cintura, fibbia, anello).
La capacità di sviluppare idee, alternative e possibilità di intervento nuove e utili per affrontare problemi complessi.
L''hidden curriculum' della professione si riferisce ai messaggi impliciti, ai valori, alle credenze e ai comportamenti che vengono trasmessi e appresi non attraverso le parole esplicite, ma attraverso la pratica quotidiana e le interazioni. È importante esserne consapevoli perché questi elementi, spesso inconsci, influenzano il modo in cui i professionisti percepiscono la realtà, agiscono e si relazionano con gli utenti, e possono ostacolare la riflessione critica e l'autenticità se non vengono riconosciuti e analizzati.
Mantenere un equilibrio tra l'impegno professionale e il benessere personale, prevenendo il burnout e preservando la salute emotiva nel tempo.
L'essenza dell'identità e del lavoro di aiuto, che richiede riconoscimento e rispetto per garantire la qualità della vita anche con compromissione cognitiva.
L'empatia può portare a un coinvolgimento eccessivo nelle emozioni dell'altro, alla perdita di lucidità professionale e alla difficoltà di mantenere l'identità e i confini professionali.
Confondere il giudizio morale (di natura sociale e culturale) con la valutazione professionale, che dovrebbe essere fondata su rispetto, dignità e autodeterminazione della persona.
Disegni (per bambini), interventi forensi (protocolli Step-Wise), interviste cognitive (per adulti), e test/griglie di domande per identificare comportamenti concreti di abuso.
Comprendere le interazioni tra sistemi diversi (individuo, famiglia, contesto sociale, economico e ambientale) per interventi più realistici e sostenibili.
Ascolto profondo, libera associazione e atteggiamento non giudicante.
Nei bambini sotto l'anno di età, il 50-60% delle fratture può essere non accidentale. Le fratture sospette includono quelle costali (soprattutto posteriori), scapolari, sternali e vertebrali. Le fratture più probabilmente accidentali sono quelle della clavicola, delle ossa lunghe e del cranio lineare. Negli anziani, distinguere tra cadute accidentali e violenza è complesso e richiede un'analisi approfondita del contesto, poiché la fragilità ossea può mascherare il maltrattamento.
I limiti delle TCC nel servizio sociale includono la necessità di integrazione teorica, poiché non devono essere applicate in modo esclusivo ma integrate con altri approcci (psicoanalitici, sistemici, umanistici). Questo perché le TCC tendono a concentrarsi solo su comportamenti osservabili e processi razionali, trascurando aspetti emotivi e relazionali, richiedendo una riconcettualizzazione continua e un dialogo con altre teorie. Un altro limite è la sottovalutazione dell'inconscio: le TCC considerano la mente come una 'black box' non esplorabile, trascurando i fattori invisibili che influenzano i comportamenti e le motivazioni profonde, il che può portare a interventi meno coerenti se non si indagano i bisogni più profondi degli utenti.
I fattori statici sono immutabili (es. storia familiare, età, genere), mentre i fattori dinamici sono variabili e più complessi (es. uso di alcol o droghe, relazioni sociali, ambiente di vita).
Il supervisore è fondamentale per trasferire competenze pratiche, collegare teoria e azione, e facilitare l'apprendimento sul campo, fungendo da guida esperta.
I quattro livelli del sistema ecologico di Urie Bronfenbrenner sono: 1) Microsistema, che include le relazioni dirette dell'individuo (famiglia, scuola, amici); 2) Mesosistema, che riguarda le connessioni tra i microsistemi (es. famiglia ↔ scuola); 3) Esosistema, che comprende sistemi che influenzano indirettamente l'individuo (es. lavoro dei genitori); e 4) Macrosistema, che rappresenta il contesto culturale, politico, economico e sociale più ampio. Questi livelli sono interconnessi e influenzano reciprocamente lo sviluppo umano. L'approccio ecologico invita l'assistente sociale ad analizzare tutti questi livelli e le loro interazioni per comprendere la complessità della situazione e progettare interventi più efficaci e sostenibili, non limitati alla sola famiglia.
I tre requisiti chiave per una collaborazione efficace nel servizio sociale sono: 1) la conoscenza condivisa della materia, che implica definire l'oggetto comune di lavoro e una visione condivisa, partendo dal 'problem setting' piuttosto che dal 'problem solving'; 2) la comprensione dei mandati e dei ruoli, riconoscendo che ogni settore ha obiettivi e vincoli diversi; e 3) una comunicazione efficace, che utilizzi un linguaggio chiaro, rispettoso e argomentato, evitando la 'rivalità di ruolo' e basandosi su problemi e argomentazioni, non su posizioni di potere.
Le cinque principali tipologie di maltrattamento sono: sessuale, fisico, economico/finanziario, psicologico ed emotivo, e trascuratezza/incuria. Spesso, più forme coesistono nello stesso caso, rendendo necessaria un'analisi multidimensionale.
Ogni professione contiene una dimensione 'tecnica', fatta di conoscenze e procedure specifiche, e una dimensione di 'indeterminatezza', che riguarda tutto ciò che non può essere rigidamente codificato. Quest'ultima è essenziale nel servizio sociale perché ogni situazione è unica e richiede un certo livello di flessibilità e inventiva, non potendo essere risolta solo con l'applicazione meccanica di regole predefinite.
L'assistente sociale è laureato, ha superato l'esame di stato ed è iscritto all'albo, mentre il servizio sociale è un laureato che non è necessariamente iscritto all'albo.
Il 'Piano di Cura del Sé' (Self Care Plan) è un approccio multidimensionale per il benessere che include diverse aree: 1) Cura fisica (alimentazione, sonno, sport, riposo); 2) Cura psicologica (vacanze, contatti sociali, hobby, riflessione su sé, non sovraccaricarsi di responsabilità); 3) Cura emotiva (tempo con persone care, musica/libri preferiti, esprimersi liberamente); 4) Cura spirituale (natura, letture spirituali, contributo a cause importanti); 5) Cura relazionale (appuntamenti con amici, condividere sentimenti, cercare sostegno); e 6) Cura professionale (pause al lavoro, supervisione, limitare compiti eccessivi, alternare attività impegnative e leggere). L'obiettivo è mantenere un equilibrio tra impegno professionale e benessere personale, riconoscendo la cura di sé come una necessità professionale e un obbligo etico e morale.
La 'coscientizzazione' di Paulo Freire è un processo educativo che aiuta gli individui oppressi a comprendere i fattori sociali, culturali e politici che limitano la loro libertà. I quattro livelli di consapevolezza sono: 1) Intransitiva, dove si soddisfano bisogni elementari senza comprendere il contesto; 2) Semi-intransitiva, dove si accetta la realtà come immutabile; 3) Spontanea/Semi-transitiva, dove si riconosce che la realtà è socialmente costruita ma la capacità di cambiamento è limitata; e 4) Trasitiva/Emancipativa, dove si valuta la legittimità delle norme e si agisce per cambiare le condizioni sociali. L'obiettivo è passare da una visione ingenua a una comprensione critica della realtà per promuovere l'emancipazione.
Il 'power-with' è un potere relazionale e negoziale che costruisce collaborazione, fiducia e co-costruzione della conoscenza, preferibile al 'power-over' che è gerarchico e oppressivo.
L'assistente sociale interviene principalmente per la tutela della persona fragile, il contrasto all'esclusione sociale, la promozione dell'emancipazione e la garanzia della giustizia sociale.
L'essere umano come entità globale, i bisogni interiori (autorealizzazione, appartenenza, amore), l'autodeterminazione come leva del cambiamento e la valorizzazione delle emozioni e dei sentimenti.
Non si può non comunicare, poiché ogni comportamento trasmette un messaggio.
Le difficoltà comuni nelle interviste con persone anziane includono limiti sensoriali o cognitivi, la tendenza a minimizzare gli abusi per paura di ritorsioni, e la presenza di stereotipi o domande suggestive che possono influenzare le risposte. Le strategie per affrontarle prevedono: 1) Consapevolezza delle differenze, riconoscendo che gli anziani non sono meno attendibili; 2) Un approccio basato sui punti di forza, con linguaggio chiaro, tono rassicurante e adattamento del ritmo dell'intervista; e 3) La gestione del tempo, concedendo pause ed evitando di forzare le risposte, mostrando pazienza e rispetto.
Il duplice mandato dell'assistente sociale consiste nel sostenere le persone, le loro capacità e il loro empowerment, e nel favorire l'inserimento nella società. Questa tensione tra il supporto individuale e il rispetto delle regole istituzionali rende la 'trasgressione etica' inevitabile, poiché ogni azione può avere effetti imprevisti su molteplici soggetti e portare a violazioni parziali dei principi etici.
L'etica deontologica si basa sul principio del 'dovere', giudicando la correttezza di un'azione in base alla sua conformità a principi astratti, indipendentemente dalle conseguenze. L'etica teleologica, invece, valuta la bontà di un'azione in base al suo scopo, alle sue finalità o alle conseguenze che produce, come nel caso dell'utilitarismo che mira all'utilità complessiva.
Negli approcci costruzionisti, il 'linguaggio trasformativo' si riferisce alla capacità del linguaggio non solo di descrivere la realtà, ma di crearla e modificarla, incorporando significati sociali, potere e stereotipi. La sua funzione emancipativa nel servizio sociale consiste nel ristrutturare i significati attribuiti ai fatti attraverso nuove narrative e termini, eliminando parole stigmatizzanti (concetto di 'de-saturazione') e creando possibilità di cambiamento. L'obiettivo degli operatori è svelare contraddizioni, abilitare nuove rappresentazioni e promuovere l'empowerment, aiutando le persone a decostruire significati distorti e a costruire una realtà più inclusiva e giusta, riconoscendo che la conoscenza è sociale e relativa e può essere trasformata per il benessere degli individui.
Ustioni con bordi netti (es. mano immersa in acqua bollente), lesioni simmetriche o 'a forma di oggetto', e ustioni da acido.
L'equilibrio dinamico tra i bisogni individuali e le risorse disponibili nell'ambiente, da cui dipende il benessere della persona.
Il positivismo si basa su dati oggettivi e vede la realtà come esistente indipendentemente dall'osservatore, mentre il costruzionismo vede la conoscenza come costruita socialmente attraverso cultura, linguaggio e interazione.
Le conseguenze a breve termine del maltrattamento sessuale includono depressione, disturbi del sonno e dell'alimentazione, vergogna e perdita di autostima. A lungo termine, possono manifestarsi disturbi d'ansia, dipendenze, depressione cronica, difficoltà relazionali e affettive, problemi di salute fisica (traumi genitali, infezioni sessualmente trasmesse) e decadimento cognitivo in età anziana. Molti sopravvissuti faticano per anni a elaborare il trauma, e le esperienze di abuso sono spesso alla base di disturbi psichici, povertà e isolamento sociale.
La discriminazione basata sull'età, valida sia verso gli anziani che verso gli adolescenti.
Ha posto al centro la comprensione del vissuto interiore, delle emozioni e dei conflitti irrisolti, offrendo strumenti per analizzare il comportamento umano nella sua complessità.
Un atteggiamento di conformismo e accettazione passiva delle regole e delle norme sociali, cedendo la propria responsabilità a un'autorità esterna.
Il 'Modello A-B-C' del cognitivismo è uno strumento per comprendere come i processi mentali interni influenzano il comportamento e le emozioni. Si articola in: A (Antecedent), la situazione iniziale o l'evento; B (Belief), le credenze o i pensieri che l'individuo ha riguardo alla situazione; e C (Consequence), il comportamento o l'emozione che ne deriva. Lo scopo di questo modello è rendere consapevoli le persone delle credenze che influenzano il loro comportamento, aiutandole a identificare e mettere in discussione i pensieri disfunzionali per sostituirli con schemi mentali più funzionali e realistici.
I vantaggi principali dell'approccio ecologico nel servizio sociale includono: 1) Lo spostamento dello sguardo dall'individuo al sistema di relazioni e contesti, considerando ambiente, comunità, cultura ed economia; 2) Il superamento del pensiero lineare a favore di un pensiero complesso, che favorisce spiegazioni multifattoriali e analisi sistemiche; 3) L'uso di conoscenze multidisciplinari, coinvolgendo sociologia, antropologia, politica e psicologia; e 4) L'ampliamento della sensibilità professionale, rendendo l'assistente sociale più attento a fattori culturali ed economici, migliorando la capacità diagnostica e valutativa dei bisogni e la lettura dei comportamenti nel contesto culturale. Questo porta a interventi più efficaci e consapevoli, considerando l'individuo come parte di un sistema dinamico.
Azioni che causano, volontariamente o meno, un danno corporeo a una persona fragile, spesso accompagnate da umiliazioni o maltrattamenti psicologici.
Apertura mentale alla novità, attenzione ai dettagli, consapevolezza di prospettive multiple e orientamento all'hic et nunc.
Calore e competenza.
Rispetto, non giudizio, uguaglianza, autodeterminazione e riservatezza.
Invasività e forzatura.
La sessualità è parte centrale della vita e deve potersi esprimere liberamente, senza costrizioni o violenze.
La situazione in cui un professionista sa qual è la cosa giusta da fare, ma non può metterla in pratica a causa di vincoli istituzionali o organizzativi.
Evidenzia come le parole, una volta pronunciate, possano creare e agire sulla realtà, influenzando percezioni e decisioni, anche al di là delle intenzioni originali del parlante.
Nel contesto della diversità, l''integrazione' è un approccio 'per' l'altro, dove l'altro è visto come un'identità debole da inserire nella cultura dominante, rischiando di oggettivarlo. L''inclusione', invece, è un approccio 'con' l'altro, partecipativo, che riconosce e valorizza le differenze culturali. Questo cambio di paradigma implica passare dalla semplice adattabilità alla valorizzazione delle diversità, promuovendo la partecipazione attiva e il rispetto dei valori, della cultura e dell'identità dell'altro.
È fondamentale per l'assistente sociale conoscere l'ambiente e la persona per comprendere il contesto in cui vivono gli individui, il loro sapere locale e per evitare di farsi coinvolgere da pregiudizi affrettati, garantendo una valutazione più accurata e interventi adeguati.
Non tentare di sopprimere il pensiero negativo, ma di metterne in discussione le basi confrontandolo con dati di realtà attuali per indebolirlo.
L''alleanza di lavoro' è una relazione collaborativa e bidirezionale tra operatore e utente, considerata vitale per il successo degli interventi psicoanalitici e informati dalla psicoanalisi. Le sue tre componenti fondamentali sono: 1) Goal (obiettivi), l'accordo sugli scopi del cambiamento che si vogliono raggiungere; 2) Task (compiti), l'accordo sui compiti necessari per raggiungere tali obiettivi; e 3) Bond (legame), il legame interpersonale di fiducia e rispetto che si instaura tra le parti. Questa alleanza rompe con la visione medico-paternalistica, ponendo al centro una relazione paritaria basata su sentimenti, competenze e desideri reciproci, favorendo motivazione e impegno condiviso.
