non deve risarcire il danno cagionato, posto che il fatto realizzato è lecito.
prevede che sia i fatti penalmente rilevanti che le pene devono essere espressamente e previamente previste dalla legge.
l'individuazione dei criteri cui il giudice deve tener conto nella commisurazione della pena, una volta accertata la sussistenza di un fatto di reato.
deve verificare che il fatto astratto previsto dalla norma incriminatrice sia identico al fatto concretamente realizzato.
è sempre considerato incapace di intendere e di volere.
in deroga a tale principio si applica la sopravvenuta e più favorevole disposizione.
per i delitti politici nei confronti del cittadino o di chi gode lo status di rifugiato, ovvero quando vi è il rischio di applicazione della pena di morte.
se vi è sia la capacità di intendere che di volere.
può essere di qualsiasi tipo, basti che sia causalmente idonea a cagionare l'evento tipico.
è il legislatore che diffidando di possibili errori interpretativi ne dà il significato autentico ad una disposizione.
deve verificare l'esatta identità tra il fatto descritto dalla norma e quello realizzato dall'imputato.
della conditio sine qua non.
una norma incriminatrice, la cui entità viene data dalla combinazione di due elementi, contenuti in due disposizioni diverse del codice.
il legislatore deve individuare all'interno del catalogo costituzionale i beni oggetto di tutela e dunque disporre delle incriminazioni che effettivamente ledono o mettono in pericolo tali beni.
in un fare o un non fare (in un'azione o un'omissione).
al conflitto tra un fatto e una norma che lo vieta.
è sempre vietata.
esclude l'imputabilità, posto che naturalisticamente l'agente manca della capacità di intendere e di volere.
la responsabilità penale è personale.
è ammessa solo con riferimento alle norme permissive che vanno a favore del reo.
esclude la responsabilità a titolo di dolo, ma non a titolo di colpa.
rappresenta l'insieme degli elementi negativi che non devono sussistere ai fini della configurazione del reato.
se da lui conosciute, ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa.
rappresenta un elemento assestante nella struttura del reato.
è ammessa in quanto il Parlamento detta al Governo le linee guida (legge delega) per poter disciplinare determinate materia del diritto penale che richiedono un alto grado di tecnicismo.
rappresenta un principio corollario di quello di legalità, in quanto garantisce il reo che può essere punito da una legge penale solo per fatti successivi.
il legislatore individua specificamente le condotte che intende perseguire.
deve essere individuato in qualsiasi fonte giuridica.
subordina alla legge l'esercizio del potere.
per aver omesso di tenere una condotta che si aveva l'obbligo giuridico di tenere.
il ricorso allo strumento penale deve essere improntato all'extrema ratio, cioè devono essere puniti solo quei comportamenti che provocano un grave danno o pericolo per un determinato bene meritevole di tutela.
deve sussistere un rapporto di causalità tra l'evento e la condotta.
soggiace al regime della successione delle leggi penali nel tempo in quanto si tratta di norme che producono effetti penali.
è assoluta, nel senso che solo il Parlamento può emanare norme in materia penale.
in qualsiasi atto giuridico (legge, regolamento, contratto ecc.).
si ricava avendo riguardo alle conseguenze giuridiche previste dal legislatore per il singolo reato.
non scusa salvo che si tratti di ignoranza inevitabile.
stabiliscono un precetto.
riguarda un accadimento storico.
nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto dalla legge come reato.
sì, poiché c'è il rischio di minare il principio di tassatività, posto che la loro funzione è quella di disapplicare le norme penali.
riguarda il momento di interpretazione della norma penale.
ad un soggetto che abbia commesso un reato e che sia al contempo pericoloso.
l'ipotesi in cui un fatto prima preveduto dalla legge penale come reato, non viene più previsto come tale da una legge posteriore.
quando il soggetto per circostanze di natura oggettiva era impossibilitato a conoscere il contenuto della norma.
la possibilità di ricorrere all'analogia con riferimento alle norme penali che vanno a favore del reo.
la non punibilità per ipotesi di particolare tenuità del fatto.
si ricava dall'articolo 1 c.p. nella parte in cui afferma che parla di "fatto espressamente preveduto dalla legge come reato".
che sussista un fatto, antigiuridico e colpevole.
non rilevano ai fini dell'esclusione dell'imputabilità.
condotta, nesso causale ed evento (nonché l'assenza di elementi di esclusione dell'antigiuridicità, per i sostenitori della teoria bipartita).
in un giudizio prognostico circa la probabilità che il soggetto possa compiere altri reati.
al legislatore, il quale nel legiferare in materia penale deve disciplinare dei fatti concreti di verificazione esterna e non meri propositi.
il fatto, l'assenza di cause che escludono l'antigiuridicità e la colpevolezza.
cause di esclusione dell'antigiuridicità.
esclude l'imputabilità se vi è una totale incapacità di intendere e di volere.
I fatti riguardano degli accadimenti esterni e seguono le regole causali, mentre le norme imprimono ai fatti un modo di essere, pretendendo la conformazione dei cittadini
deve assolvere l'imputato perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.
con il luogo dove l'azione o l'omissione che lo costituisce è avvenuta in tutto o in parte ovvero si è il luogo dove si è verificato l'evento che è la conseguenza dell'azione od omissione.
essa non può mai trovare applicazione posto che si rischirebbe di disapplicare in modo arbitrario le norme incriminatrici in violazione del principio della certezza del diritto.
è ammessa con riferimento alle norme penali che sono favorevoli al reo.
si applica la disciplina del tempus regit actum, cioè quella della legge vigente al momento di applicazione della norma.
alla concezione formale del reato.
poiché chiede che la legge nel prevedere un reato deve descrivere un fatto storico suscettibile di accadimento esteriore.
poneva al centro del sistema penale l'esigenza che sia i fatti che le pene fossero predeterminate.
è l'unica che si applica al caso ancora in esame dal giudice.
in forza dell'articolo 10 Cost. sono efficaci anche per il diritto interno.
non escludono la configurazione del reato.
è vietata.
istituiscono un obbligo, la cui violazione determina la commissione dell'illecito da cui deriva la necessaria risposta da parte dello stato, la pena.
la sua applicazione trova un limite nel passaggio in giudicato della sentenza.
vincolano il giudice interno, il quale in caso di contrasto dovrà disapplicare la norma interna a favore di quella comunitaria.
il contrasto al male sociale (il reato), in un'ottica di prevenzione generale e non mera punizione del trasgressore (prevenzione speciale).
soddisfano il principio di legalità in quanto il precetto viene disciplinato dal legislatore, mentre un atto di fonte secondaria particolareggia il contenuto del precetto già individuato.
va valutata con riferimento al fatto commesso dal reo, nonché alla sua capacità di realizzare nuovi reati nel futuro.
escludono la configurazione del reato.
è di natura formale e giuridica.
il legislatore indica il percorso interpretativo da seguire nell'interpretare la norma.
non vi è spazio per interpretazioni analogiche.
viene stabilita caso per caso.
si può ricorrere alle norme penali solo quando esse sono indispensabili poiché altri tipi di intervento sarebbero inefficaci per tutelare un determinato bene.
il rapporto di causa ed effetto tra la condotta e l'evento.
escludono l'imputabilità, ma al reo possono applicarsi le misure di sicurezza laddove si tratti di un soggetto pericoloso.
deve essere accertata caso per caso.
la prima attiene alla capacità del reo nel momento della realizzazione del fatto mentre la seconda al momento dello svolgimento del processo.
è tipica quella condotta idonea a produrre l'evento.
la tutela di un valore di interesse pubblico.
se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile
l'azione o l'omissione che lo costituisce è ivi avvenuta in tutto o in parte ovvero si è ivi verificato l'evento che è la conseguenza dell'azione od omissione.
in una decisione giudiziaria emessa da una autorità di uno Stato membro dell'Unione Europea, denominato stato membro di emissione, in vista dell'arresto e della consegna di una persona da parte di altro Stato membro (denominato Stato membro d'esecuzione) al fine dell'esercizio di azioni giudiziarie in materia penale o dell'esecuzione di una pena o misura sicurezza privativa della libertà personale.
continua ad esplicare i propri effetti limitatamente ai fatti commessi durante la sua vigenza se è più favorevole al reo.
valuta l'esatta rispondenza tra il fatto concretamente realizzato e quello astrattamente descritto dalla norma incriminatrice.
il divieto di analogia in materia penale.
è consentito nella misura in cui ricorrano gli estremi dell'urgenza di cui all'articolo 77 cost. e gli stessi perdono efficacia quando non vengono convertiti in legge.
normativo, cioè disciplinato dalla legge e che non sempre coincide con quello naturalistico.
se precedentemente vi è stata condanna, ne cessano gli effetti anche laddove vi sia stata sentenza passata in giudicato.
l'insieme degli elementi essenziali per la configurazione del reato stesso.
è sempre esclusa, nel senso che vi è una presunzione di legge in merito alla sua incapacità di intendere e di volere.
la capacità di intendere e di volere del reo.
mira ad assicurare la presenza del reo nel territorio dello Stato che intenda procedere penalmente contro di lui.
