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Diritto Penale

In presenza di un fatto scriminato, l'agente:

non deve risarcire il danno cagionato, posto che il fatto realizzato è lecito.

Il principio di legalità in materia penale espresso dagli articoli 25 cost e 2 c.p.:

prevede che sia i fatti penalmente rilevanti che le pene devono essere espressamente e previamente previste dalla legge.

L'articolo 133 c.p. riguarda:

l'individuazione dei criteri cui il giudice deve tener conto nella commisurazione della pena, una volta accertata la sussistenza di un fatto di reato.

In ossequio al principio di tassatività il giudice:

deve verificare che il fatto astratto previsto dalla norma incriminatrice sia identico al fatto concretamente realizzato.

Per la legge italiana, il minore di anni 14:

è sempre considerato incapace di intendere e di volere.

Con riferimento alle norme penali più favorevoli al reo, il principio di irretroattività in materia penale:

in deroga a tale principio si applica la sopravvenuta e più favorevole disposizione.

L'estradizione è esclusa:

per i delitti politici nei confronti del cittadino o di chi gode lo status di rifugiato, ovvero quando vi è il rischio di applicazione della pena di morte.

L'imputabilità sussiste:

se vi è sia la capacità di intendere che di volere.

Nelle norme incriminatrici a forma libera la condotta vietata:

può essere di qualsiasi tipo, basti che sia causalmente idonea a cagionare l'evento tipico.

Nelle norme di interpretazione autentica:

è il legislatore che diffidando di possibili errori interpretativi ne dà il significato autentico ad una disposizione.

Durante l'interpretazione della legge penale, il giudice:

deve verificare l'esatta identità tra il fatto descritto dalla norma e quello realizzato dall'imputato.

In tema di causalità, il nostro codice penale aderisce alla teoria:

della conditio sine qua non.

L'articolo 56 c.p. rappresenta:

una norma incriminatrice, la cui entità viene data dalla combinazione di due elementi, contenuti in due disposizioni diverse del codice.

Nel rispetto del principio di offensività:

il legislatore deve individuare all'interno del catalogo costituzionale i beni oggetto di tutela e dunque disporre delle incriminazioni che effettivamente ledono o mettono in pericolo tali beni.

La condotta penalmente rilevante consiste:

in un fare o un non fare (in un'azione o un'omissione).

L'antigiuridicità attiene:

al conflitto tra un fatto e una norma che lo vieta.

In diritto penale, con riferimento alle norme incriminatrici, l'analogia:

è sempre vietata.

L'infermità totale dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti o ubriachezza:

esclude l'imputabilità, posto che naturalisticamente l'agente manca della capacità di intendere e di volere.

L'articolo 27 comma 1 cost. sancisce che:

la responsabilità penale è personale.

L'analogia in bonam parte in materia penale:

è ammessa solo con riferimento alle norme permissive che vanno a favore del reo.

L'errore inescusabile sulle scriminanti:

esclude la responsabilità a titolo di dolo, ma non a titolo di colpa.

Per la teoria bipartita, l'antigiuridicità:

rappresenta l'insieme degli elementi negativi che non devono sussistere ai fini della configurazione del reato.

Ai sensi dell'articolo 59 c.p., le circostanze aggravanti del reato si applicano all'agente:

se da lui conosciute, ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa.

Per la teoria tripartita, l'antigiuridicità:

rappresenta un elemento assestante nella struttura del reato.

La legiferazione mediante decreto legislativo in materia penale:

è ammessa in quanto il Parlamento detta al Governo le linee guida (legge delega) per poter disciplinare determinate materia del diritto penale che richiedono un alto grado di tecnicismo.

L'irretroattività in materia penale:

rappresenta un principio corollario di quello di legalità, in quanto garantisce il reo che può essere punito da una legge penale solo per fatti successivi.

Nelle norme incriminatrici a forma vincolata:

il legislatore individua specificamente le condotte che intende perseguire.

Nei reati omissivi, l'obbligo di tenere una determinata condotta:

deve essere individuato in qualsiasi fonte giuridica.

Il principio di legalità:

subordina alla legge l'esercizio del potere.

Nei reati omissivi si è puniti:

per aver omesso di tenere una condotta che si aveva l'obbligo giuridico di tenere.

Il principio di frammentarietà significa che:

il ricorso allo strumento penale deve essere improntato all'extrema ratio, cioè devono essere puniti solo quei comportamenti che provocano un grave danno o pericolo per un determinato bene meritevole di tutela.

Ai sensi dell'articolo 40 c.p.:

deve sussistere un rapporto di causalità tra l'evento e la condotta.

La modifica delle leggi penali interpretative:

soggiace al regime della successione delle leggi penali nel tempo in quanto si tratta di norme che producono effetti penali.

La riserva di legge in materia penale:

è assoluta, nel senso che solo il Parlamento può emanare norme in materia penale.

Ai sensi dell'articolo 40 comma 2 c.p., nei reati omissivi impropri la fonte dell'obbligo di attivarsi:

in qualsiasi atto giuridico (legge, regolamento, contratto ecc.).

La distinzione tra delitti e contravvenzioni:

si ricava avendo riguardo alle conseguenze giuridiche previste dal legislatore per il singolo reato.

Ai sensi dell'articolo 5 c.p., l'ignoranza della legge penale:

non scusa salvo che si tratti di ignoranza inevitabile.

Le norme penali incriminatrici:

stabiliscono un precetto.

Il fatto:

riguarda un accadimento storico.

Ai sensi dell'articolo 2 comma 1 c.p.:

nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto dalla legge come reato.

Con riferimento alle cause di giustificazione, l'analogia in bonam partem è problematica:

sì, poiché c'è il rischio di minare il principio di tassatività, posto che la loro funzione è quella di disapplicare le norme penali.

Il principio di tassatività:

riguarda il momento di interpretazione della norma penale.

Le misure di sicurezza si applicano:

ad un soggetto che abbia commesso un reato e che sia al contempo pericoloso.

L'abolitio criminis riguarda:

l'ipotesi in cui un fatto prima preveduto dalla legge penale come reato, non viene più previsto come tale da una legge posteriore.

L'ignoranza della legge penale è inevitabile quando:

quando il soggetto per circostanze di natura oggettiva era impossibilitato a conoscere il contenuto della norma.

L'analogia in bonam partem riguarda:

la possibilità di ricorrere all'analogia con riferimento alle norme penali che vanno a favore del reo.

L'articolo 132-bis c.p. disciplina:

la non punibilità per ipotesi di particolare tenuità del fatto.

Il principi di determinatezza:

si ricava dall'articolo 1 c.p. nella parte in cui afferma che parla di "fatto espressamente preveduto dalla legge come reato".

Ai fini della configurazione di un reato occorre:

che sussista un fatto, antigiuridico e colpevole.

Ai sensi dell'articolo 90 c.p., gli stati emotivi e passionali che escludono di fatto la capacità di intendere e di volere:

non rilevano ai fini dell'esclusione dell'imputabilità.

L'elemento oggettivo del reato è composto da:

condotta, nesso causale ed evento (nonché l'assenza di elementi di esclusione dell'antigiuridicità, per i sostenitori della teoria bipartita).

La pericolosità sociale si fonda:

in un giudizio prognostico circa la probabilità che il soggetto possa compiere altri reati.

Il principio di determinatezza si rivolge al:

al legislatore, il quale nel legiferare in materia penale deve disciplinare dei fatti concreti di verificazione esterna e non meri propositi.

Gli elementi essenziali del reato sono:

il fatto, l'assenza di cause che escludono l'antigiuridicità e la colpevolezza.

Le scriminanti sono:

cause di esclusione dell'antigiuridicità.

L'infermità mentale:

esclude l'imputabilità se vi è una totale incapacità di intendere e di volere.

La differenza tra il mondo dei fatti e il mondo delle norme sta nella circostanza che:

I fatti riguardano degli accadimenti esterni e seguono le regole causali, mentre le norme imprimono ai fatti un modo di essere, pretendendo la conformazione dei cittadini

Quando non è in grado di ricondurre un fatto ad una norma penale, il giudice:

deve assolvere l'imputato perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Il momento consumativo del reato coincide con:

con il luogo dove l'azione o l'omissione che lo costituisce è avvenuta in tutto o in parte ovvero si è il luogo dove si è verificato l'evento che è la conseguenza dell'azione od omissione.

Coloro che sono contrari all'analogia in bonam partem in materia penale sostengono che:

essa non può mai trovare applicazione posto che si rischirebbe di disapplicare in modo arbitrario le norme incriminatrici in violazione del principio della certezza del diritto.

Per alcuni autori l'analogia in bonam partem:

è ammessa con riferimento alle norme penali che sono favorevoli al reo.

In tema di successione di leggi processuali penali:

si applica la disciplina del tempus regit actum, cioè quella della legge vigente al momento di applicazione della norma.

Il nostro codice penale aderisce:

alla concezione formale del reato.

Il principio di determinatezza costituisce un corollario del principio di legalità:

poiché chiede che la legge nel prevedere un reato deve descrivere un fatto storico suscettibile di accadimento esteriore.

L'illuminismo giuridico:

poneva al centro del sistema penale l'esigenza che sia i fatti che le pene fossero predeterminate.

La legge penale entrata in vigore successivamente alla commissione del fatto illecito:

è l'unica che si applica al caso ancora in esame dal giudice.

Le fonti comunitarie in materia penale:

in forza dell'articolo 10 Cost. sono efficaci anche per il diritto interno.

In tema di concorso di cause, ai sensi dell'articolo 41 comma 1 c.p., le cause preesistenti, simultanee e sopravvenute:

non escludono la configurazione del reato.

Ai sensi dell'articolo 14 prel., in materia penale l'analogia:

è vietata.

Le norme incriminatrici sono quelle norme che:

istituiscono un obbligo, la cui violazione determina la commissione dell'illecito da cui deriva la necessaria risposta da parte dello stato, la pena.

In caso di modifica della legge penale:

la sua applicazione trova un limite nel passaggio in giudicato della sentenza.

I regolamenti comunitari in materia penale:

vincolano il giudice interno, il quale in caso di contrasto dovrà disapplicare la norma interna a favore di quella comunitaria.

Lo scopo del diritto penale è:

il contrasto al male sociale (il reato), in un'ottica di prevenzione generale e non mera punizione del trasgressore (prevenzione speciale).

Le norme penali in bianco:

soddisfano il principio di legalità in quanto il precetto viene disciplinato dal legislatore, mentre un atto di fonte secondaria particolareggia il contenuto del precetto già individuato.

La capacità a delinquere:

va valutata con riferimento al fatto commesso dal reo, nonché alla sua capacità di realizzare nuovi reati nel futuro.

Le cause sopravvenute quando sono state da sole sufficienti a produrre l'evento:

escludono la configurazione del reato.

La definizione di reato:

è di natura formale e giuridica.

Nelle norme interpretative suppletive:

il legislatore indica il percorso interpretativo da seguire nell'interpretare la norma.

Le norme penali incriminatrici sono di stretta interpretazione e quindi:

non vi è spazio per interpretazioni analogiche.

L'imputabilità del maggiore di 14 anni ma minore di 18:

viene stabilita caso per caso.

Il principio di sussidiarietà significa che:

si può ricorrere alle norme penali solo quando esse sono indispensabili poiché altri tipi di intervento sarebbero inefficaci per tutelare un determinato bene.

Il nesso causale rappresenta:

il rapporto di causa ed effetto tra la condotta e l'evento.

L'ubriacchezza o l'intossicazione, quando sono croniche:

escludono l'imputabilità, ma al reo possono applicarsi le misure di sicurezza laddove si tratti di un soggetto pericoloso.

Con riferimento alle persone non imputabili che hanno commesso un reato, la pericolosità sociale:

deve essere accertata caso per caso.

La differenza tra imputabilità e capacità processuale sta nel fatto che:

la prima attiene alla capacità del reo nel momento della realizzazione del fatto mentre la seconda al momento dello svolgimento del processo.

Nei reati a forma libera:

è tipica quella condotta idonea a produrre l'evento.

La norma penale ha ad oggetto:

la tutela di un valore di interesse pubblico.

L'articolo 2 comma 4 c.p. stabilisce che:

se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile

Ai sensi dell'art. 6 c.p. il reato si considera commesso nel territorio dello Stato quando:

l'azione o l'omissione che lo costituisce è ivi avvenuta in tutto o in parte ovvero si è ivi verificato l'evento che è la conseguenza dell'azione od omissione.

Il mandato di arresto europeo consiste:

in una decisione giudiziaria emessa da una autorità di uno Stato membro dell'Unione Europea, denominato stato membro di emissione, in vista dell'arresto e della consegna di una persona da parte di altro Stato membro (denominato Stato membro d'esecuzione) al fine dell'esercizio di azioni giudiziarie in materia penale o dell'esecuzione di una pena o misura sicurezza privativa della libertà personale.

La legge penale abrogata:

continua ad esplicare i propri effetti limitatamente ai fatti commessi durante la sua vigenza se è più favorevole al reo.

Nel giudizio di tipicità il giudice:

valuta l'esatta rispondenza tra il fatto concretamente realizzato e quello astrattamente descritto dalla norma incriminatrice.

L'articolo 14 delle preleggi stabilisce:

il divieto di analogia in materia penale.

L'utilizzo dei decreti legge in materia penale:

è consentito nella misura in cui ricorrano gli estremi dell'urgenza di cui all'articolo 77 cost. e gli stessi perdono efficacia quando non vengono convertiti in legge.

L'imputabilità è un concetto:

normativo, cioè disciplinato dalla legge e che non sempre coincide con quello naturalistico.

In caso di abolizione della legge penale:

se precedentemente vi è stata condanna, ne cessano gli effetti anche laddove vi sia stata sentenza passata in giudicato.

Con il termine struttura del reato si intende:

l'insieme degli elementi essenziali per la configurazione del reato stesso.

L'imputabilità del minore di anni 14:

è sempre esclusa, nel senso che vi è una presunzione di legge in merito alla sua incapacità di intendere e di volere.

L'imputabilità riguarda:

la capacità di intendere e di volere del reo.

L'istituto dell'estradizione:

mira ad assicurare la presenza del reo nel territorio dello Stato che intenda procedere penalmente contro di lui.

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