viene istituita dopo la cacciata da Tarquinio il superbo e secondo la tradizione si si arriva alla libertà con la repubblica, ma in realtà no poichè i Patrizi volevano riprendersi il potere che fino ad allora era stato condiviso con la plebe e di conseguenza limitato
era suddivisa in due gruppi:
i patrizi: erano il ceto aristocratico, proprietari terrieri, erano suddivisi in gentes ovvero dei gruppi famigliari legati a degli antenati comuni avevano 3 nomi
-il praenomen ovvero il nome scelto dai genitori alla nascita
-il nomen ovvero il nome che indicava l'appartenenza alla gens
-il cognomen ovvero il nome trasmesso da padre a figlio (odierno cognome)
i plebei: 'plebs' moltitudine/popolo erano contadini, pastori, artigiani e mercanti, alcuni anche abbastanza ricchi
era un modo per i patrizi di diventare più prestigiosi edetenere più potere politico, chi aveva più clienti infatti era più prestigioso, i clienti erano degli uomini liberi, spesso poveri, che si legavano ad un patrizio e lo aiutava in tutto (es: se il patrizio aveva bisogno di qualcuno che lo affiancasse in guerra) in ca,bio ricevevano dei beni materiali come terreni o denaro
vi erano 3 caratteristiche fondamentali, ovvero:
-collegiali, cioè che ogni carica veniva ricoperta da più persone così che una sola non potesse detenere troppo potere e trasformare i cittadini in sudditi
-limite di tempo, cioè che ogni magistratura durava un anno (tranne x il senato che era a vita)
-non reteirabili, cioè che non si poteva ricoprire la stessa magistratura 2 volte
-il consolato
vi erano 2 consoli a capo che rimanevano in carica per un'anno, i quali erano talmente importanti che il nome dell'anno veniva indicato con il nome dei due consoli, essi dovevano:
-governare la città
- detenevano l'imperium ovvero il comando dell'esercito
-il senato
era il ruolo centrale di roma, i senatori rimanevano in carica a vita, essi dovevano:
-fare la lista di chi dovesse entrare nelle magistrature (elezione pe cooptazione)
-condurre la politica estera
-approvare le spese pubbliche
-ratificare le decisioni delle altre magistrature
-esaminare le proposte di legge
-I comizi
erano le assemblee pubbliche dei cittadini
i comizi curiati di origine monarchica vennero sostituiti con i comizi centuriati
le assemblee si tenevano fuori dal pomerio poichè erano cittadini in armi
il loro compito era di respingere o approvare ciò che il senato decideva (es: le leggi approvate dal senato, le liste dei candidati alle magistrature)
-i comizi tributi
erano assemblee basate sulla tribù di appartenenza, ne facevano parte sia i patrizi che i plebei ed eleggevano le magistrature minori.
-dittatura
quando Roma veniva minacciata da un pericolo, tuute le magistrature ordinarie venivano sospese e si davano pieni poteri civili e militari ad un dittatore che rimaneva in carica per 6 mesi così che non potesse approfittare del potere e erendere i cittadini, schiavi
-pretura
era la magistratura più importante dopo il consolato
-amministravano la giustizia civile
-detenevano anch'essi l'imperium
-venivano spessi inviati ad amministrare le provincie conquistate da Roma
-Censura
restavano in carica diciotto mesi
-inizialmente avevano il compito di suddividere i cittadini in base al censo (ricchezza)
-vigilare sulla moralità dei consumi
-stabilire chi avesse i requisiti per entrare in senato
-gli edili si occupavano:
-della manutenzione degli edifici pubblici
-gestione dell'ordine pubblico
-organizazione e rifornimento degli spettacoli pubblici
-i questori si occupavano:
-della gestione delle finanze pubbliche
-del controllo della riscossione delle tasse
-della contabilità dello stato
è una legge per la quale un uomo politico che aveva ricoperto delle magistrature minori, poteva raggiungere le magistrature maggiori
prima di ogni decisione importante (es: decidere se una nuova legge doveva essere inserita) si dovevano trarre gli auspici, cioè, i magistrati, aiutati dagli auguri (sacerdoti), dovevano interpretare il volere degli dei (es: volo degli uccelli) per prendere una decisione, se il responso era positivo, si poteva andare avanti con il voto, se il responso era invece negativo si fermava tutto e non si arrivava neanche al voto.
dichiarare che gli dei non approvassero una legge, era uno stratagemma dei patrizi non mettere in pericolo il loro potere.
- i plebei volevano partecipare alle magistrature e alla conduzione dello stato
-la gestione dell'agro pubblico: i terreni che Roma conquistava, sarebbero potuti essere messi a disposizione della plebe, ovviamente pagando, ma vennero messi solo a disposizione dei patrizi
-a Roma non esisteva la legislazione scritta e per questo motivo i giudici potevano abusare dei patrizi, senza subire danni (un plebeo contro un patrizio in tribunale non aveva tante speranze di creargli dei danni gravi)
-la plebe si batteva per l'abolizione della schiavitù per i debiti
gli scontri tra patrizi e plebei, iniziarono già dai primi anni dopo la nascita della repubblica.
I plebei, stufi delle prepotenze dei patrizi, ricorsero alla secessione, secondo la tradizione, infatti, i plebei si sarebbero spostati sul colle Aventino, per fondare la loro città, lasciando Roma in un periodo difficile, infatti, Roma in quegli anni doveva affrontare diverse battaglie, i patrizi furono costretti a trovare una soluzione per far tornare i plebei a Roma, il patto fu:
-la plebe poteva nominare 2 magistrati plebei che potessero respingere qualsiasi decisione dei magistrati patrizi dannosa per la plebe
-il conciglio della plebe, poteva eleggere chi doveva far parte dei tribuni della plebe
-gli edili della plebe amministravano la ricchezza della plebe
No, poichè i cittadini erano suddivisi in 5 classi divise per censo (ricchezza)
-la prima classe, era la più ricca ed esprimeva 98 voti totali
-le altre 4 classi esprimevano in totale 95 voti
il voto delle prime due classi bastava a prendere una decisione e per questo motivo non si arrivava quasi mai alle ultime classi
ciò, però, tornò a favore dei plebei più ricchi poichè le classi non erano decise dalla gens (il gruppo di famigliari legati ad un antenato comune) ma dal censo, ovvero, dalla ricchezza.
ci fu un momento di svolta nel 451 a.c.
le magistrature ordinarie furono sospese e al loro posto venne nominata una commissione di 10 uomini (patrizi) chiamata decemviri con a capo il patrizio Appio Claudio, ogni anno i decemviri cambiavano e così si istituirono la legge delle 7 tavole che venivano scritte su tavole di bronzo e rappresentavano la prima codificazione scritta Romana
alcune leggi tutelavano i plebei, altre mantenevano le disuguaglianze
-niente matrimoni misti
-presenza di pene cride e arcaiche
secondo la tradizione, scaduto il tempo Appio Caudio tentò di mantenere il potere, ciò scatenò una rivolta che lo avrebbe costretto a suicidarsi
in realtà, molto probabilmente, si pensa che il decemvirato fosse un compromesso politico per porre fine al conflitto patrizi-plebei e che siano stati i patrizi a far fallire il progetto
vi furono diverse leggi che cercarono di porre fine al conflitto tra patrizi e plebei
-la lex canuleia, che permise i matrimoni misti
-le licinie sestie, che limitavano l'occupazione da parte dei patrizi dell'agro pubblico, abolirono la schiavitù per debito e permise ai plebei di accedere al consolato
-la lex ortensia le decisioni prese nell'assemblea della plebe divennero vincolanti per tutti ponendo fine al conflitto.
artigiani e mercanti icchi furono gli unici che riuscirono ad entrare al senato e a sposarsi con i patrizi, da questa unipne nacque la nobilitas, una nuova classe dirigente che dominò le cariche pubbliche, la nobilitas contribuì a porre fine agli scontri, così Roma poteva finalmente dedicarsi alla conquista dei territori.
